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Orientamento professionale

Il contemporaneo mondo del lavoro caratterizzato dal precariato e dalla mobilità necessita di una repentina presa di conoscenza delle competenze necessarie ad affrontare la situazione attuale.

In questo contesto di diffusa instabilità il lavoratore deve innovarsi. Le persone hanno necessità di sviluppare nuove competenze piuttosto che dipendere da una conoscenza stabile di base; ciò deriva dall’esigenza delle aziende di poter fornire servizi efficaci alla clientela e di saper rispondere alle variazioni nella domanda. Sono cambiate le tipologie delle abilità e conoscenze necessarie.

Attraverso l’Orientamento Professionale, l’Analisi del Fabbisogno Formativo e Professionale e il Bilancio delle Competenze, Bit si pone l’obiettivo di valorizzare e incrementare il potenziale del capitale umano, poiché sono proprio le persone a rappresentare il cuore pulsante delle imprese.

Con orientamento professionale intendiamo le attività di supporto e di facilitazione alla presa di decisione di un soggetto che si trova a fronteggiare una transizione professionale (scuola/lavoro, disoccupazione/lavoro, lavoro/lavoro)¹.

Una parte significativa del percorso di orientamento che si pone di attuare BIT è il Bilancio delle Competenze personali e professionali.

Il Bilancio di Competenze è uno strumento, a disposizione della persona, per monitorare e aggiornare il proprio profilo professionale, un supporto per acquisire consapevolezza rispetto alle proprie competenze e, in relazione ad esse, sviluppare un progetto professionale o personale.

Viene costruito utilizzando tutto quello che, in un modo o nell’altro, ha a che vedere con il lavoro nella vita di una persona e in particolare:

  • motivazione;
  • capacità;
  • interessi;
  • valori;
  • modalità di lavoro;
  • ambiente di lavoro;
  • stile personale;
  • qualità personali;
  • punti deboli.

Le risorse personali individuate rappresentano i singoli pezzi del puzzle che andranno combinati per realizzare la sintesi dell’obiettivo professionale che permetterà di muoversi alla ricerca di informazioni per scoprire quali sono le reali opportunità professionali nel mercato del lavoro e successivamente per muoversi alla ricerca del lavoro.

Una volta presa coscienza delle proprio attitudini e competenze attraverso il Bilancio delle Competenze, per adattarsi e ri-adattarsi al mondo del lavoro in continuo mutamento, è necessario che le persone concepiscano l’importanza della formazione permanente.

Ci sono parole come “lifelong learning”, “ società cognitiva”, “ alternanza scuola lavoro” che sono, ormai, entrate nel vocabolario quotidiano di chi opera nel mondo della formazione.

Il concetto di cultura, oltre ad essere un bagaglio di conoscenze da spendere sul mercato del lavoro e delle relazioni con la società, è un vero e proprio processo continuo di crescita personale che non si esaurisce con il conseguimento di titoli di studio anche di alto livello.

Preso atto che la cultura è di per sé un valore aggiunto per la persona e la convivenza civile, BIT attraverso la formazione, anticipata ovviamente dall’attenta Analisi dei Fabbisogni Formativi del territorio, si pone l’obiettivo di compensare il gap delle conoscenze e delle competenze della popolazione marchigiana con un’azione che favorisca il rientro in formazione, al fine di ridurre il disagio sociale ed aumentare il capitale umano.

In questo modo è possibile aumentare e affinare le competenze culturali e professionali al fine di raggiungere gli obiettivi di Lisbona e costruire una società che sappia coniugare il benessere economico con quello sociale.

Tolleranza, rispetto, dialettica mite, eco sostenibilità, benessere economico, solidarietà sociale e realizzazione personale e professionale devono essere la vera ricchezza della popolazione marchigiana del terzo millennio, che il sistema formativo rivolto ai giovani ed agli adulti deve riempire di significati profondi.